Per Mathilda J, lo shooting di gennaio 2022 rappresenta il vero punto di avvio della costruzione visiva del brand, una fase ancora embrionale in cui l’obiettivo principale è dare una prima forma concreta all’identità. In questo tipo di progetto, il lavoro non è ancora quello di definire uno stile maturo, ma di iniziare a capire cosa funziona: proporzioni, inquadrature, tono delle immagini. Lo shooting diventa quindi un laboratorio visivo, in cui si impostano le basi su cui costruire tutto il resto.
Fase iniziale
- Individuare una prima direzione visiva senza irrigidire troppo il linguaggio del brand.
- Lavorare su immagini semplici, utili a costruire un primo riferimento concreto.
- Testare soluzioni visive per capire quali funzionano davvero nel contesto del marchio.
- Evitare sovrastrutture, mantenendo il focus sulla leggibilità del prodotto.
Costruzione dello shooting
- Impostazione di un set essenziale, pensato per non interferire con la percezione degli elementi principali.
- Scelta di inquadrature dirette, senza costruzioni complesse o effetti superflui.
- Gestione della luce in modo uniforme, così da ottenere una base visiva pulita e utilizzabile.
- Produzione di contenuti coerenti tra loro, anche in una fase ancora esplorativa.
Risultato
Il risultato è uno shooting che non cerca di essere definitivo, ma funzionale. Le immagini permettono a Mathilda J di iniziare a comunicare in modo ordinato, danno una prima direzione al brand e creano una base concreta da cui sviluppare, nei progetti successivi, un’identità visiva più strutturata e riconoscibile.
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