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Per Ro.mec lo stand è stato pensato come una “stanza di cura” in fiera: un ambiente bianco e ordinato, quasi da laboratorio, dove il tema della rigenerazione viene tradotto in un linguaggio immediato e memorabile. Il concept prende forma nel parallelismo tra motore e paziente, con segni visivi riconoscibili (traccia tipo elettrocardiogramma, immaginario medico) che accompagnano lo sguardo su pareti, desk e volumi espositivi.
Obiettivi del lavoro
- Rendere comprensibile un settore tecnico in pochi secondi, con un’idea creativa forte e “leggibile” anche da lontano.
- Integrare identità e prodotto nello spazio: il motore esposto come elemento hero, supportato da grafiche e superfici pulite.
- Usare pannelli e totem come strumenti di comunicazione (non come semplice “contorno”), mantenendo gerarchie chiare.
- Inserire contenuti video nello stand per aggiungere profondità al racconto e valorizzare lavorazioni e prodotti.
Attività svolte
- Progettazione di un layout aperto e modulare, con volumi espositivi a diverse altezze che guidano la visita e mettono al centro il prodotto.
- Sviluppo della grafica ambientale: pareti “manifesto” con illustrazione dei medici e payoff, più una linea continua che richiama la diagnosi/rigenerazione e lega tutti gli elementi.
- Inserimento di un monitor su parete principale per contenuti in movimento, integrato nella stessa grammatica visiva dello stand.
- Coordinamento di pannelli e totem per mantenere coerenza tra messaggi, immagini e percorso di lettura nello spazio.
Risultati
Ne risulta uno stand pulito, riconoscibile e “narrativo”: l’estetica da laboratorio comunica precisione e affidabilità, mentre il concept medico rende immediato il significato della rigenerazione anche per chi non conosce il settore. La presenza del motore in esposizione, insieme a pareti e video, costruisce un racco







