Beppino Occelli Etichette formaggi

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2023

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packaging, etichette, Beppino Occelli

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Nel settore food, l’etichetta è molto più di un elemento informativo: è identità visiva, è posizionamento, è promessa di qualità. Nel caso di Beppino Occelli, brand che lega la propria storia a territorio e tradizioni casearie, il design di etichetta diventa uno strumento narrativo: deve far percepire “chi sei” prima ancora di far leggere “cosa sei”.
Per la referenza Cusié, il lavoro di branding si concentra su un equilibrio delicato: valorizzare la riconoscibilità del marchio e allo stesso tempo costruire un’immagine di prodotto coerente con l’universo Occelli, dove il territorio resta protagonista e la bellezza è nella semplicità.

Design e identità visiva
Quando un brand parla di artigianalità, selezione e cultura del gusto, l’identità visiva deve trasmettere la stessa cosa: autenticità, cura e “calore”, senza risultare nostalgica o decorativa. La direzione grafica sviluppata per Occelli parte proprio da qui: dal “genius loci”, dal paesaggio, dai luoghi che rendono unico quel gusto.
Nell’etichetta Cusié, questa impostazione si traduce in alcuni codici chiave:

  • Un impianto visivo pulito e leggibile, che mantiene al centro marca e nome prodotto.
  • Un linguaggio illustrativo/paesaggistico che racconta origine e atmosfera, senza sovraccaricare.
  • Dettagli grafici “di sistema” (pattern, cornici, segni ricorrenti) che rendono l’etichetta immediatamente riconducibile al mondo Occelli.

L’obiettivo non è stupire con un effetto, ma costruire una percezione coerente: un prodotto che si presenta con ordine, misura, qualità.

Il progetto
Il portfolio “Etichette formaggi” raccoglie il lavoro di branding sviluppato per Beppino Occelli, in un contesto dove l’etichetta deve funzionare su più livelli: scaffale, primo contatto, lettura ravvicinata, e – non ultimo – coerenza all’interno di una gamma.
Per Cusié, il progetto risponde a tre esigenze principali:

  • Riconoscibilità immediata del brand: il marchio deve restare l’ancora visiva.
  • Identificazione chiara della referenza: il nome “Cusié” deve emergere senza ambiguità.
  • Racconto del prodotto in chiave “territorio e materia prima”: un’etichetta che suggerisce origine, atmosfera e qualità percepita, integrando gli elementi informativi con equilibrio.

Questo è branding applicato: la grafica non “abbellisce”, ma organizza i messaggi e li rende desiderabili.

Struttura dell’etichetta
Una buona etichetta vive di struttura: la composizione deve guidare lo sguardo in modo naturale e prevedibile. Nell’etichetta Cusié la lettura è chiara e progressiva, con una gerarchia costruita su tre blocchi.
1) Fascia superiore: identità e sistema
Nella parte alta compare una fascia cromatica scura che fa da “cornice” e da segno distintivo. Qui entrano i codici di sistema: un pattern che richiama mappe/linee del territorio e un’impostazione grafica coerente con l’idea di comunicare i luoghi del gusto.
Questa fascia ha un ruolo preciso: stabilisce riconoscibilità di gamma e crea un frame che valorizza il resto della composizione.
2) Area centrale: marca + naming
Al centro dell’etichetta la marca è ben riconoscibile e il naming “Cusié” diventa il vero protagonista della referenza. Il nome è grande, leggibile, con un trattamento tipografico pensato per dare autorevolezza e presenza senza risultare aggressivo.
Sotto il naming, l’indicazione sulla tipologia di latte è integrata in modo ordinato: informativa, ma coerente con l’impianto grafico.
3) Area illustrativa: territorio e suggestione
La parte più evocativa è il paesaggio: colline, montagne, linee dei campi. È una scelta che sposta il racconto dal “semplice prodotto” a un immaginario più ampio: origine, natura, stagionalità, autenticità.
A completare la scena, un elemento figurativo (l’animale) richiama in modo diretto la materia prima e rende l’etichetta più memorabile.

Territorio come protagonista
Nella comunicazione Occelli il territorio non è sfondo: è contenuto. Questo approccio è dichiarato anche nel progetto complessivo del brand, dove la narrazione parte “dai luoghi del gusto” e la grafica richiama mappe e rappresentazioni metriche delle colline.
Su Cusié, questa idea si vede in modo molto concreto:

  • Paesaggio in primo piano, non come decorazione ma come racconto.
  • Estetica semplice e genuina, coerente con valori di autenticità.
  • Connessione tra prodotto e origine, che aumenta qualità percepita e distinzione a scaffale.

È una scelta che funziona anche dal punto di vista SEO e comunicativo: quando cerchi “etichette formaggi” o “packaging design food”, quello che differenzia davvero è la capacità di trasformare un formato piccolo in una storia chiara.

Gerarchie, leggibilità e “scaffale”
Un’etichetta di formaggio deve reggere due momenti diversi:

  • a distanza (scaffale / banco): conta la silhouette dell’etichetta, il contrasto, la presenza del nome;
  • da vicino (in mano): conta la precisione di informazioni, la leggibilità e l’ordine.

L’etichetta Cusié lavora bene su entrambi perché la gerarchia è netta:

  • marca e nome prodotto emergono subito;
  • l’illustrazione sostiene la percezione di qualità e origine;
  • i bollini/icone informativi restano accessori e non disturbano la lettura principale.

Questo punto è fondamentale: spesso i pack food falliscono perché cercano di dire troppe cose insieme. Qui, invece, ogni elemento ha un ruolo e una priorità.

Un’etichetta “di gamma”
Anche se qui parliamo della singola referenza Cusié, il progetto “Etichette formaggi” nasce dentro un ragionamento di sistema: le etichette sono declinate in una scala colori per macro-categorie (burro, freschi, stagionati, gran riserva e speciali), con sfumature dedicate per ogni referenza.
Questo approccio è ciò che rende il branding davvero efficace: non una grafica “una tantum”, ma una famiglia visiva in cui ogni prodotto è riconoscibile e, allo stesso tempo, parte di un mondo coerente.

Dall’idea all’esecutivo
Nel packaging design, la qualità non è solo creativa: è anche esecutiva. Un’etichetta deve essere progettata pensando alla resa reale: tagli, margini, nitidezza in stampa, leggibilità su supporto fisico, resistenza del contrasto in diverse condizioni di luce (banco frigo, negozio gourmet, casa).
Per questo, oltre alla composizione, conta la pulizia del file e l’attenzione a dettagli come allineamenti, spazi di respiro, pesi tipografici e gestione delle aree informative.

Risultato
L’etichetta Cusié per Beppino Occelli comunica esattamente ciò che serve nel food premium: marca solida, prodotto chiaro, racconto credibile. La struttura guida lo sguardo, l’illustrazione porta dentro un immaginario di territorio e qualità, e i codici di sistema rendono il pack parte di una gamma coerente e riconoscibile.
È un lavoro di branding dove “bello” e “funzionale” coincidono: un’etichetta pensata per funzionare sul punto vendita e per sostenere, con semplicità, la storia del brand.